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Il ciclo dell'acqua

L’inquinamento delle acque è in costante evoluzione. Alle sostanze “tradizionali” contenute nelle acque di scarico se ne aggiungono continuamente di nuove che vengono messe in circolazione nel mercato.


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Gli impianti di depurazione delle acque sono grandi divoratori di energia elettrica. Oltre a consumarla, però, sono anche in grado di produrne grandi quantità.


Il territorio del CDV

Con i suoi 120 km di rete di canalizzazioni si tratta del consorzio di depurazione acque con il territorio più vasto in Svizzera.

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Taglio piante in golena: i chiarimenti del CDV

Il Consorzio Depurazione Acque Verbano (CDV) informa che i lavori in corso lungo l’argine della Maggia sono interventi infrastrutturali necessari per garantire il corretto ciclo dell’acqua a beneficio di un ambiente salubre ed assicura che la situazione in golena sarà ripristinata in base a un progetto di rinaturazione qualitativo, già verificato ed approvato dai competenti servizi cantonali, curato da un professionista. Per Carlo Carafa, presidente del Consorzio: “La nostra missione è trattare le acque luride per ritornarle depurate alla natura. Teniamo a fare lo stesso anche con il territorio in cui operiamo, rispettandolo”.

I lavori di taglio piante in golena sono da ricondurre ad interventi infrastrutturali, necessari ed inderogabili, volti a garantire il sistema di smaltimento delle acque. Nel dettaglio, il CDV è responsabile della manutenzione ordinaria e straordinaria dei suoi collettori che adducono le acque luride agli impianti di depurazione. Quella posata in golena, a tubo singolo, deve essere adeguata mediante la realizzazione di un sistema a doppio tubo, come previsto dall’attuale legislazione in materia di protezione delle acque, a salvaguardia di un comparto ambientalmente meritevole di particolare tutela. Questo intervento risponde a precise esigenze di sicurezza, funzionalità e conformità normativa di un’infrastruttura – posata decenni fa - ormai non più adeguata e non poteva essere evitato, configurandosi quindi quale misura indispensabile. L’intervento è stato sostanzialmente dettato, segnatamente dal profilo temporale, in quanto LEA (Locarnese Ente Acqua), realizza una nuova stazione di captazione dell’acqua potabile, mediante la costruzione di due nuovi pozzi: un intervento strategico per garantire nel medio-lungo periodo l’approvvigionamento idrico della regione. Tali progetti prevedono anche degli interventi legati alla lotta alle neofite invasive, che si riproducono e si diffondono in modo importante sui sedimi (che non sono di proprietà CDV), causando danni alla flora indigena, pregiudicando quindi la biodiversità, all’economia, alla percezione del paesaggio e per finire anche alla salute.
L’intervento, strettamente legato all’ubicazione del collettore, non poteva essere realizzato altrove, quindi necessariamente all’interno dell’area golenale. Al termine dei lavori di posa del doppio tubo è prevista la ripiantumazione di tutte le aree interessate dall’intervento operato dal CDV. In particolare, saranno messi a dimora numerosi cespugli e piante d’alto fusto tipiche di una zona come quella in esame. Il ripristino del corredo arboreo e arbustivo si configura come un’azione ad alto valore ecologico, volto a conciliare le molteplici e giustificate esigenze naturalistiche e paesaggistiche, oltre a quelle tecnico-idrauliche, considerando l’esperienza dell’alluvione occorsa nel 1978.
Il progetto è stato sviluppato fin dalle sue fasi iniziali come intervento coordinato tra CDV e LEA, con il costante coinvolgimento della Città di Locarno e del Cantone, i cui rispettivi uffici e servizi hanno esaminato i progetti e condiviso le soluzioni proposte sia dal profilo tecnico-ingegneristico sia, ed in particolare, per quanto concerne gli aspetti ambientali, inclusi il ripristino qualitativo della vegetazione e la gestione delle neofite.
Per Carlo Carafa, presidente del Consorzio: “Lo scopo principale del CDV è quello di raccogliere, convogliare e trattare le acque luride ed industriali per ritornarle, senza pregiudizio alcuno, alla natura, chiudendo così un ciclo essenziale per l’equilibrio ambientale. Per farlo è indispensabile disporre di un sistema efficiente di condotte sicure. È inevitabile che durante la fase di messa in opera di un’infrastruttura si deve – e aggiungo purtroppo - intervenire sul territorio, con momentanei disagi. Sebbene attualmente incida anche la ciclica pausa della natura durante l’inverno, comprendiamo l’irritazione di taluni nel vedere la situazione momentanea della golena, un necessario e contingente sacrificio per disporre di seguito di un’infrastruttura aggiornata che tutela l’ambiente e quindi tutti noi. È importante osservare che sin dall’inizio del progetto, ed in costante concorso con i vari servizi comunali e cantonali, era previsto di eseguire, terminati i lavori di messa in opera, le opportune ripiantumazioni di alberi e arbusti. È ferma volontà del CDV di restituire alla natura senza pregiudizio non solo l’acqua, ma anche il territorio salubre ed integro.”
CDV da sempre è attento affinché interventi infrastrutturali di questo tipo siano accompagnati da un dialogo trasparente, pur nel rispetto delle responsabilità tecniche e istituzionali di ciascun attore coinvolto, impegnandosi a garantire un’informazione il più possibile trasparente e regolare sull’andamento dei lavori e sul prospettato ripristino del paesaggio golenale. Le preoccupazioni recentemente espresse da taluni, riferite all’attuale stato della golena, trovano tuttavia puntuale risposta nel progetto elaborato da CDV in cui, sin dall’inizio, è stato inserito un ripristino qualitativo della situazione antecedente così da riconsegnare questo prezioso e sensibile comparto come si presentava prima dell’intervento infrastrutturale descritto pocanzi.