A quali sfide dovrà far fronte il CDV nei prossimi anni?

L’inquinamento delle acque è in costante evoluzione. Alle sostanze “tradizionali” contenute nelle acque di scarico se ne aggiungono continuamente di nuove che vengono messe in circolazione nel mercato. Dopo il loro uso raggiungono le canalizzazioni e finiscono nei fiumi e nei laghi. Gli effetti che talune di queste sostanze hanno sulla flora e sulla fauna, e in ultima analisi sull’uomo, sono di difficile determinazione. La riduzione del carico ambientale rimarrà un compito permanente e centrale della protezione delle acque, per cui il legislatore tenderà a richiedere in futuro maggiori rendimenti agli impianti di depurazione.

Tocca dunque reinventarsi. In che modo sarà possibile salvaguardare l’acqua e l’ambiente?

Gli impianti di depurazione dovranno venire ampliati e potenziati. Ma le infrastrutture esistenti dovranno pure essere preservate. Esse rappresentano un valore economico enorme, che è sottoposto a usura e invecchiamento, e quindi a perdita di valore. Spetta a Comuni e Consorzi di compensare tale perdita con interventi mirati di risanamento e rinnovo, al fine di conservare l’efficienza del sistema. Per non vivere oltre sulle spalle delle generazioni future, dovranno quindi essere tempestivamente predisposti mezzi finanziari che consentano di mantenere lo standard delle opere realizzate, o di sostituirle. Non solo gli enti pubblici, però, dovranno attivarsi: anche i privati sono chiamati a custodire le proprie infrastrutture di allacciamento alla rete pubblica, per contribuire alla salvaguardia di un bene che è di tutti.